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La Trombocitopenia Immune in età pediatrica è una malattia emorragica che può presentarsi in maniera acuta o durare cronicamente nel tempo, può avere periodi in cui è trattata farmacologicamente e periodi in cui bisogna solo “stare a guardare” quello che accade, adottando un atteggiamento definito di “wait and see”[1][2].

I bambini con piastrinopenia possono viaggiare?

La cura della piastrinopenia, così come quella di ogni patologia, dovrebbe prevedere non solo un approccio farmacologico diretto verso i segni e sintomi fisici ma anche la possibilità di condurre una vita sociale simile a quella dei soggetti senza patologia. Il viaggio, infatti, rappresenta sempre un’esperienza di crescita per un soggetto… questo vale ancora di più per un bambino che viaggiando scopre il mondoche lo circonda, impara la diversità e si abitua a “risolvere i problemi”. Ai bambini con Piastrinopenia Immune non deve essere vietato il viaggio bensì incoraggiato.

Vediamo alcune accortezze per viaggiare in sicurezza con bambini affetti da piastrinopenia autoimmune, sintetizzate a seconda delle varie fasi di malattia… ma comunque sempre utili[3][4].

Viaggiare con piastrinopenia di nuova insorgenza

La piastrinopenia si considera di nuova insorgenza entro i tre mesi dalla diagnosi.

I consigli per viaggiare in sicurezza in questa fase della malattia:

  • Ipotizzare viaggi di breve durata (e al massimo con una frequenza maggiore) e non troppo distanti dal centro di cura (la classica gita fuori porta): questo permette di garantire l’esperienza di viaggio senza allontanarsi troppo dai propri medici in caso di necessità.
  • Programmare il viaggio subito dopo le visite di controllo e/o l’ospedalizzazione: abbiamo la garanzia che la conta piastrinica è stabile e abbiamo esposto il nostro progetto al medico di riferimento che potrebbe suggerirci consigli maggiori.
  • Occhio alle terapie: in casi di trattamento steroideo o immunosoppressivo la possibilità di infezioni da “comunità” è maggiore: usare la mascherina nei luoghi affollati e prediligere viaggi “open air” a contatto con la natura.

Viaggiare con piastrinopenia persistente

La piastrinopenia viene definita persistente entro i 12 mesi dalla diagnosi.

Consigli per un viaggio in sicurezza in questo stadio della patologia

  • È possibile iniziare a viaggiare a distanze maggiori ma è utile che il centro medico di riferimento rilasci un documento di presentazione del caso clinico, qualora ci sia la necessità di presentarsi in un ospedale.
  • Bambino e caregiver sono maggiormente consapevoli della patologia: scegli quando partire anche se non in prossimità con la visita medica, dubita se rimandare il viaggio in caso di manifestazioni emorragiche senza eseguire un emocromo preventivo ma accertati che dove andrai potrai eseguire un emocromo alla comparsa della sintomatologia.
  • Occhio alle terapie: se usi terapie orali domiciliari non dimenticare di portarle con te e in quantitativo adeguato.

Viaggiare con piastrinopenia cronica

Dopo i 12 mesi dalla diagnosi, parliamo di piastrinopenia cronica.

Ecco le accortezze da adottare in questo caso per viaggiare in tutta sicurezza:

  • È possibile prevedere viaggi di lunga durata anche in nazioni estere: prima esegui una visita al centro medico di riferimento e fatti preparare un documento di accompagnamento nella lingua di destinazione, attiva una assicurazione sanitaria.
  • Programmare il viaggio subito dopo le visite di controllo e/o l’ospedalizzazione: abbiamo la garanzia che la conta piastrinica è stabile ed abbiamo esposto il nostro progetto al medico di riferimento che potrebbe suggerirci consigli maggiori.
  • Occhio alle terapie: se viaggi in aereo con farmaci verifica come trasportarli (stiva o cabina, temperatura ambiente o refrigerata, aghi o soluzioni liquide).

Accortezze generali per viaggiare con la piastrinopenia autoimmune

In generale, ci sono delle accortezze e buone abitudini da tenere a mente a seconda del mezzo di trasporto che si usa per intraprendere il viaggio.

  • A piedi: indossare abbigliamento corretto per evitare traumi da lunghe o impervie passeggiate.
  • In bicicletta: indossare sempre caschetto, ginocchiere e cavigliere.
  • In automobile: usare le cinture di sicurezza.
  • In aereo, treno e nave: evitare i traumatismi da folla… sii l’ultimo della fila.

Riferimenti

  1. Rodeghiero, F., Stasi, R., Gernsheimer, T., et al. (2009). Standardization of terminology, definitions and outcome criteria in immune thrombocytopenic purpura of adults and children: report from an international working group. Blood, 113, pp. 2386-2393

  2. De Mattia D, Del Principe D, Del Vecchio GC, Jankovic M, Arrighini A, Giordano P, Menichelli A, Mori P, Zecca M, Pession A. Acute childhood idiopathic thrombocytopenic purpura: AIEOP consensus guidelines for diagnosis and treatment. Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica. Haematologica. 2000 Apr;85(4):420-4.

  3. Giordano P, Lassandro G, di Meo NA, Palladino V, Lovrencic B, Spinelli M, Reale L, Jankovic M A Narrative Approach to Describe QoL in Children With Chronic ITP. Front Pediatr. 2019 May 7;7:163.

  4. Lassandro G, Palmieri VV, Barone A, Farruggia P, Giona F, Licciardello M, Marinoni M, Marzollo A, Notarangelo LD, Palumbo G, Ramenghi U, Russo G, Saracco P, Spinelli M, Tolva A, Tornesello A, Palladino V, Noviello D, Giordano P. Fatigue perception in a cohort of children with chronic immune thrombocytopenia and their caregivers using the PedsQL MFS: Real-life multicenter experience of the Italian Association of Pediatric Hematology and Oncology (AIEOP) Pediatr Blood Cancer. 2021 Mar;68(3):e28840. doi: 10.1002/pbc.28840.

A cura di

Dott. Giuseppe Lassandro

Giuseppe Lassandro è un medico Pediatra che si occupa dei "Difetti della Coagulazione". Il suo percorso di studi è arricchito dal titolo di "Dottore in Ricerca" presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari e dal Master Universitario in "Emostasi e Trombosi" presso l'Università "Federico II" di Napoli. Vive sulle colline della murgia pugliese e si sveglia ogni mattina alle 5:00 circondato nel lettone da tre donne (moglie e due figlie). Lavora come Dirigente Medico presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico di Bari. E' socio aggregato della Federazione Medico Sportiva Italiana. Vanta un ricco curriculum da Dirigente Sportivo. E', infatti, attualmente Vice Presidente del CONI Puglia e Delegato Regionale Puglia della Federazione Italiana Badminton. Il suo motto è: " i vincenti trovano soluzioni, i perdenti cercano alibi".