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Gravidanza

Cosa fare?

Un donna con diagnosi di ITP (Immune thrombocytopenia) può portare avanti una gravidanza. Questa patologia, infatti, non influisce sulla possibilità di rimanere incinte e non sempre incide sullo stato di salute della donna e del bambino.1 

La stessa trombocitopenia, cioè l’abbassamento dei livelli di piastrine circolanti nel sangue, è una condizione comune e fisiologica della gravidanza, che si manifesta nel 7-10% dei casi.1,2 Di questi, la trombocitopenia è di tipo immune in circa il 3-4% dei casi.2,3 Inoltre, è anche possibile che, proprio con la gravidanza o in seguito al parto, emergano i sintomi di una ITP cronica, fino a quel momento rimasta asintomatica.3

Gravidanza

La gravità della ITP della madre, come pure la conta piastrinica durante la gravidanza o del parto, non sono predittive della possibilità che anche il bambino sia affetto da trombocitopenia autoimmune. 

Da alcuni studi, invece, sembra che possano essere fattori di rischio l’età della madre, il genere del bambino (i figli maschi sembrano essere più colpiti dal disturbo) e l’essersi sottoposte a splenectomia.2

rischi

Quali sono i rischi legati a una gravidanza per le pazienti con ITP?

Il maggior rischio associato a una gravidanza da parte di una paziente con ITP è che anche il bambino presenti trombocitopenia neonatale. Gli anticorpi responsabili della malattia della madre, che distruggono le sue piastrine, infatti, possono oltrepassare la placenta e attaccare anche le piastrine del feto. Questo può accadere in un’alta percentuale di casi (dal 50% al 85%), ma molto raramente la prognosi è grave, con più della metà dei casi che non necessita nemmeno di un trattamento.2,4,5

Un altro rischio importante è quello di emorragie, sia per il feto sia per la madre. In particolare, le pazienti con trombocitopenia grave sono a rischio di emorragia spontanea, emorragia post-partum e distacco della placenta.5

consigliato

Quali sono i trattamenti consigliati per la ITP in gravidanza?

I trattamenti di prima linea per la ITP in gravidanza sono gli stessi che si utilizzano in generale per tutti i pazienti adulti con ITP. La valutazione di altre opzioni terapeutiche si effettua solo in caso di non-risposta o risposta insufficiente alla terapia primaria.5

In generale, quindi, la probabilità di portare a termine con successo una gravidanza per le pazienti con ITP è molto buona. Una donna con diagnosi di ITP che volesse avere un bambino deve però parlare con il proprio medico curante, per essere consapevole dei rischi e per pianificare le cure più adeguate, durante la gravidanza e l’allattamento, quando necessarie. La gestione della ITP in gravidanza richiederà, inoltre, la stretta collaborazione tra ginecologo, ostetriche, ematologo, anestesista e neonatologo. Al fine di garantire il necessario monitoraggio di mamma e bambino, durante la gravidanza, come pure assicurare un eventuale pronto intervento, in caso di complicazioni.1,2


Fonti:

  1. “ITP in Pregnancy” - PDSA (Platelet Disorder Support Association) - https://www.pdsa.org/pregnancy.html - (Data ultimo accesso 27.11.2018)
  2. Melekoğlu NA et al. Neonatal Outcomes of Pregnancy with Immune Thrombocytopenia. Indian J Hematol Blood Transfus. 2017 Jun;33(2):211-215.
  3. Al-Husban N and Al-Kuran O. Post-Partum Thrombotic Thrombocytopenic Purpura (TTP) in a Patient with known Idiopathic (Immune) Thrombocytopenic Purpura: a case report and review of the literature. J Med Case Rep. 2018 Jun 1;12(1):147.
  4. Karakurt N et al. Neonates born to mothers with immune thrombocytopenia: 11 years experience of a single academic center. Blood Coagul Fibrinolysis. 2018 Sep;29(6):546-550.
  5. Kong Z et al. A novel recombinant human thrombopoietin therapy for the management of immune thrombocytopenia in pregnancy. Blood. 2017 Aug 31;130(9):1097-1103.