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Gli esami di controllo: frequenza dell’emocromo e come interpretarlo

Dott.ssa Esther Natalie Oliva
Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria - Ematologia



L’esame emocromocitometrico (emocromo) è l’esame cardine per il monitoraggio dell’ITP. La frequenza con cui si effettua e l’interpretazione del risultato varia a secondo dello stato dell’ITP, del trattamento e del valore piastrinico bersaglio individuale.

ITP di nuova diagnosi

All’inizio della malattia, se il valore di piastrine all’esordio è inferiore a 30000/mm3, è necessario effettuare controlli di laboratorio frequenti (da giornalieri a settimanali, caso per caso) per valutare la risposta al trattamento. Una volta ottenuta la risposta (piastrine superiore a 50000/mm3), è opportuno effettuare un controllo settimanale dell’emocromo per la valutazione della qualità e della durata della risposta. In questa fase, si deciderà quando e quanto ridurre la terapia (corticosteroidea). L’interpretazione dell’emocromo in questo periodo deve essere a carico dell’ematologo. Dopo la sospensione del trattamento in remissione, è opportuno effettuare controlli almeno ogni 2 settimane per 2 mesi poiché è possibile la recidiva. Successivamente, si potrà controllare 1 volta al mese sino a 6 mesi e, se la malattia non ritorna, si procede con controlli ogni 3 mesi per 6 mesi.

Se, invece la malattia esordisce con valore piastrinico > 30000/mm3 e senza segni di emorragia si potrà decidere di tenerla in osservazione senza trattamento. In questo caso, potrebbe essere necessario un controllo mensile, in assenza di segni di sanguinamento. La comparsa di sanguinamento (ecchimosi, emorragie) è un segnale d’allarme che prevede un controllo immediato dell’emocromo.

ITP cronica

Se la malattia non è guarita e si è in osservazione con valore di piastrine > 50000/mm3 e minore di 100 000/mm3, è consigliabile un controllo mensile, in assenza di segni di sanguinamento.

Se è in corso un trattamento con agonisti del recettore della trombopoietina , all’inizio è necessario un controllo settimanale per valutare la risposta al trattamento e per modificare il dosaggio del trattamento. Si considera un valore ideale di piastrine (associato ad un basso rischio di sanguinamento) di almeno 50000/mm3 sino a 100000/mm3. Un valore superiore non fornisce un ulteriore vantaggio sul rischio emorragico. Pertanto, per evitare di assumere un dosaggio di farmaco più elevato del necessario, non si dovrebbe cercare di raggiungere un valore di piastrine superiore. Inoltre, se la conta piastrinica supera le 200000/mm3 è necessario ridurre il dosaggio.

Una volta stabilizzati la conta piastrinica e il trattamento si possono effettuare controlli mensili dell’emocromo con controlli clinici in ambulatorio ogni 3 mesi, con la consapevolezza che un cambiamento di conta piastrinica al di sotto o al di sopra dei suddetti limiti richiedono una visita anticipata. Se la conta è inferiore a 30000/mm3 è bene rivolgersi al proprio centro di cura ematologica al più presto. La comparsa di sanguinamento (ecchimosi, emorragie) è un segnale d’allarme che prevede un controllo immediato dell’emocromo.

 

Le informazioni riportate in questa sezione hanno una finalità esclusivamente informativa e non intendono sostituire una corretta relazione tra paziente e medico; è pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista per la formulazione di una corretta diagnosi o l’indicazione di un eventuale programma terapeutico adeguato.