It looks like you are using an older version of Internet Explorer which is not supported. We advise that you update your browser to the latest version of Microsoft Edge, or consider using other browsers such as Chrome, Firefox or Safari.

Approfondimento viaggi: ma con le piastrine basse posso partire davvero?

Dr.ssa Erminia Baldacci Ematologia
Ematologia - Policlinico Umbero I di Roma


La piastrinopenia è una malattia che frequentemente diventa cronica, accompagnando i pazienti per anni.  Questi trascorrono tra alti e bassi, alternandosi momenti in cui i livelli piastrinici sono più alti, e quindi meno preoccupanti, a fasi in cui sono più bassi e quindi necessitano di maggiori attenzioni. Bisogna imparare a convivere con essa, in modo che il quotidiano sia quanto meno possibile condizionato dalla patologia stessa.

Gli spostamenti, per lavoro, vacanza, studio, gite, ricorrenze familiari sono ormai all’ordine del giorno e spesso irrinunciabili. Quindi, anche con la itp, a meno di essere in fasi “critiche” (con piastrine davvero bassissime o in fasi di terapie particolari per cui il medico deve dare l’ok caso per caso), si parte!!!

Qualunque mezzo di trasporto può essere utilizzato. Sì, quindi, anche a viaggi in aereo. Davvero non c’è nessuna controindicazione a voli anche di molte ore.

Se stiamo scegliendo una meta per una vacanza, ricordiamo che l’esposizione al sole, in caso di concomitanti terapie con cortisone, potrebbe non essere ideale, o comunque prevede l’uso di una crema a schermo totale. Questo vale sia per il mare che per la montagna, dove il sole batte comunque forte!

Utile avere comunque con sé una sorta di piccolo kit per eventuali emergenze, anche per chi non assume alcun farmaco. Ciascuno può condividere con il proprio medico cosa sia veramente necessario, ma in linea di massima dell’Acido Tranexamico, del Cortisone (quello che si è soliti assumere o che si è assunto in passato) e il Paracetamolo possono essere sempre utili, da tenere in valigia. Si può chiedere al medico una piccola relazione o un certificato di diagnosi, tenerlo con sé può essere pratico, anche con un riferimento ai farmaci che è meglio non assumere.

Attenzione se si è in terapia con farmaci particolari, ad esempio i TPO-Mimetici. Sono farmaci a distribuzione ospedaliera! Prima di partire assicuriamoci di avere la giusta dose, che copra tutto il periodo del viaggio. Se la permanenza fuori durasse invece per un periodo più lungo, condividiamo ciò con il medico che ha prescritto tali cure, sarà lui a indicare il centro a cui appoggiarsi eventualmente.

Anche se si prevede di trasferirsi per un periodo in un altro centro, in Italia o all’estero, sarà bene parlarne con il medico. Potrà, se necessario, contattare direttamente i colleghi oppure indicarci le migliori strutture in zona a cui riferirsi.

E quindi, buon viaggio!!!

 

Le informazioni riportate in questa sezione hanno una finalità esclusivamente informativa e non intendono sostituire una corretta relazione tra paziente e medico; è pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista per la formulazione di una corretta diagnosi o l’indicazione di un eventuale programma terapeutico adeguato.