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Nell’era della globalizzazione e del digitale avanzato, la numerosità delle informazioni presenti in rete e la facilità di accesso alle stesse hanno determinato un ampio proliferare di informazioni su ogni ambito, soprattutto relative a patologie e cure. In questo scenario non è raro imbattersi su forum e blog che sostengono l’efficacia e l’utilità di rimedi naturali anche per la piastrinopenia. Pertanto, questa sezione cerca di fare un po’ di chiarezza, fornendo delle risposte semplici ma scientifiche alle tante domande che assalgono i pazienti con piastrinopenia più avvezzi a trovare risposte sul web.

L’aglio come cura naturale alla piastrinopenia

Tra le tante, alcune pagine online attribuiscono un ruolo importante alla dieta, sostenendo, ad esempio, i benefici dell’aglio, sostanza dalle rinomate proprietà antiossidanti che, secondo credenze popolari, avrebbe proprietà anti-aggreganti piastriniche. In tal senso, occorre chiarire che tale effetto dell’aglio potrebbe ridurre l’insorgenza di pseudo-piastrinopenia, condizione in cui il contaglobuli utilizzato per eseguire l’esame emocromocitometrico rivela una bassa conta piastrinica a causa dell’aggregazione di molte di esse tra loro, che quindi non vengono correttamente “contate” dall’analizzatore. La pseudo-piastrinopenia, comunque, è più spesso determinata dall’effetto pro-aggregante di alcuni anticoagulanti contenuti nelle provette più comunemente utilizzate per l’emocromo (EDTA = acido etilendiamminotetraacetico) ed è facilmente diagnosticata dai medici quando viene sostituito il tipo di antiaggregante (utilizzando, ad esempio, provette contenenti sodio-citrato o litio-eparina). Pertanto, l’effetto anti-aggregante dell’aglio, se è dimostrabile in vivo all’interno dei vasi sanguigni, difficilmente può modificare la condizione “artificiale” di aggregazione piastrinica da anticoagulante contenuto nella provetta.

Altre credenze sui rimedi naturali alla piastrinopenia

Similmente, un effetto benefico sulla conta piastrinica viene attribuito ad alimenti ad elevato contenuto di sostanze antiossidanti come vitamine C, B12, kappa e folati, beta-carotene, alcuni di essi elementi necessari nel processo coagulativo e nella riparazione delle ferite. Tra questi alimenti troviamo, ad esempio:

  • verdure a foglia verde e ortaggi, come broccoli, cavoli, bietole, spinaci, cetrioli, carote, sedano;
  • frutti, quali arance, limoni, kiwi e ananas;
  • carni bianche e rosse;
  • latticini
  • legumi
  • pesce

È semplice comprendere, tuttavia, come poco tali sostanze possano determinare una riduzione della distruzione piastrinica, responsabile della patogenesi della piastrinopenia immune, tanto che nella maggior parte delle pagine web che affrontano tali argomenti, nelle conclusioni è sempre ragionevolmente sottolineata l’importanza di rivolgersi a medici specialisti.

Gli alimenti da evitare in caso di piastrinopenia autoimmune

Più frequente è trovare informazioni in merito ad alimenti da evitare, come il consumo eccessivo di alcool che, contribuendo in maniera importante allo sviluppo di patologie epatiche, può causare ulteriori riduzioni della conta piastrinica da deficit di trombopoietina, l’ormone stimolante i precursori piastrinici a livello del midollo, in maggior quota prodotto a livello epatico. Similmente, viene suggerito di evitare alcune sostanze con note proprietà fluidificanti sul sangue, quali:

  • ginseng
  • zenzero
  • partenio e ginkgo
  • i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), dalle note proprietà piastrinopenizzanti e antiaggreganti.

Piastrinopenia autoimmune e vitamina D

Analizzando la letteratura scientifica, sono poche le informazioni disponibili in merito all’eventuale utilità di sostanze “non farmacologiche” nel trattamento dell’ITP. A tal proposito, i benefici della vitamina D anche sulla risposta immunitaria sono stati ampiamente riconosciuti e un’abbondante quota di report sono emersi negli ultimi anni dall’emergenza dell’infezione da Covid-19. A tal proposito, tuttavia, uno studio italiano ha dimostrato come l’ipovitaminosi D non rappresenti un fattore impattante sulla cronicizzazione dell’ITP, dimostrando come i pazienti con ITP di nuova diagnosi non presentavano valori statisticamente significativi più elevati rispetto a quelli con ITP cronica[1], confutando in parte quanto asserito da uno studio croato precedente condotto su un numero minore di pazienti.[2]

Similmente, ricercatori arabi ed egiziani hanno studiato i livelli di vitamina D in 98 pazienti pediatrici e adolescenti affetti da piastrinopenia autoimmune e confrontati con analoghi controlli sani, confermando che livelli più bassi della stessa non correlavano con una maggiore incidenza e gravità di ITP.[3]

Pertanto, in conclusione, sebbene possa essere riconosciuto un ruolo adiuvante alla sana alimentazione, ricca di nutrienti con comprovate proprietà antiossidanti e immunomodulanti, non esistono ad oggi dati scientificamente provati sull’efficacia di tali composti da soli nel ridurre la distruzione piastrinica immuno-mediata responsabile dell’ITP e, quindi, capaci di far aumentare le piastrine in assenza di trattamenti convenzionali. A conferma di ciò, infatti, ogni contenuto disponibile sul web sottolinea l’importanza di rivolgersi ai medici specialisti, senza arrogarsi l’autorità di sostituirsi alle cure farmacologiche.

Bibliografia:

  1. Lassandro G, Carriero F, Palmieri V, Palladino V, Amoruso A, Gallone MF, Del Vecchio GC, Tafuri S, Russo G, Valente F, Giordano P. Serum Vitamin D Levels in Children with Immune Thrombocytopenia. Endocr Metab Immune Disord Drug Targets. 2020;20(2):221-226.

  2. ČulićS, MarkićJ, Petrović D, Konjevoda P, Pavelić J. Serum vitamin D levels in children with newly diagnosed and chronic immune thrombocytopenia. Semin Hematol. 2016 Apr;53 Suppl 1:S67-9.

  3. Shaheen IA, Aboukhalil R, Abulata N, Abdel-Raouf R, Meligy B, Abdel-Dayem O. Vitamin D Insufficiency is Not Associated with Pediatric and Adolescent Immune Thrombocytopenia: A Study in Conjunction With its Receptor Genetic Polymorphisms. J Pediatr Hematol Oncol. 2021 Jan;43(1):e1-e6.

  4. Jadhav P, Jiang Y, Jarr K, Layton C, Ashouri JF, Snha SR. Efficacy of Dietary Supplements in Inflammatory Bowel Disease and Related Autoimmune Diseases. Nutrients. 2020 Jul 20;12(7):2156.

  5. Yang M, Akbar U, Mohan C. Curcumin in Autoimmune and Rheumatic Diseases. Nutrients. 2019 May 2;11(5):1004.

A cura di

Dott.ssa Vanessa Innao

La Dottoressa Vanessa Innao è dirigente medico presso la Divisione di Ematologia dell’A.R.N.A.S. Garibaldi di Catania, dove si occupa dell’Ambulatorio ITP istituito presso la stessa UOC. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Catania, si specializza in Ematologia e diventa Ricercatrice in Malattie del Sangue presso l’Università degli Studi di Messina, ove ha prestato servizio fino a febbraio 2021, quando torna a Catania per ricoprire l’attuale ruolo. Molto attiva in campo formativo, scientifico e clinico, si occupa in prima persona dei pazienti affetti da Piastrinopenia Immune e contribuisce alla gestione della Rete Siciliana Piastrinopenie. Partecipa a diversi advisory board e gruppi di esperti come l’ITP-NET e il Campus CLL, entrambi operanti in seno al GIMEMA, nonché la Rete Siciliana Piastrinopenie Immuni, di cui l’Ematologia dell’A.R.N.A.S. Garibaldi di Catania è coordinatore.

Suoi contributi sono apparsi nel corso degli anni su riviste scientifiche internazionali.